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 Il mio profilo ContattamiDoLL

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20/09/2007

Per la gente a cui è saltato il template di cui tenevo io i collegamenti:

 

Io sono riuscita a ripristinare alcune immagini (le altre ancora non ci ho provato).

Ho semplicemente tolto e rimesso nello stesso punto il link delle immagini. Ogni immagine non ha cambiato link e anche per questo non capisco come mai in questo modo funzioni, sta di fatto che io per rimettere sfondo nero e immagine frontale e alcuni particolari in about ho fatto così.

Ora vado che devo andare a scuola.

postato da: DarkTinebra alle ore 20/09/2007 07:40 | link | commenti (1)
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19/09/2007

 

ALTERVISTA DI MERDA!

Il mio blog è andato a puttane perchè altervista ci sclera e cancella le cose... -.- allora si fotta cazzo di sistema di merda...

postato da: DarkTinebra alle ore 19/09/2007 19:36 | link | commenti
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10/09/2007

Il mio peccato non è l'ira.

Quando si guarda il proprio innamorato dormire teneramente in bianche lenzuola non si può pensare ad altro che alla dolcezza che dovrebbe penetrarti, squartarti e invaderti, atomo per atomo, cellula per cellula... E invece, io guardandolo dormire sereno, a pochi passi da me io non provo che risentimento per oggi.

 

Il quadro non è chiaro e se dovessi parlarne non saprei che parole usare.

Eppure oggi non mi preoccupo di niente. Non mi preoccupo di distrurbarlo mentre con aggressività batto le dita sulla tastiera, non mi preoccupo di sbattere la porta o di camminare troppo rumorosamente per la stanza con le sue enormi pantofole.

 

Oh si dimena sotto le bigie lenzuola. L'ho svegliato! Che amaro sentimento.

Non mi indigno. So quello che vuole nel rigirarsi sul materasso. Non gli concedo un rallentare nei battiti sulla tastiera. Non gli concedo un silenzio rilassante dove pensare a chissò quali cose... Sognare in chissà quali mondi.

 

Io questa notte ho sognato abbastanza. Questa notte ho riso abbastanza.

Volet che vi racconti il mio sogno? Spero di ricordarlo bene, per descriverne gli immensi piaceri che ho provato.

In casa mia, esiste un grande soggiorno, attraversato da due divani e un legnoso tavolo da pranzo con alte sedie quasi regali, e libri sparsi in librerie che ne delimitano i muri. Io ero ferma, in questa stanza, seduta placidamente su un divano a fare nemmeno mi ricordo cosa.

D'improvviso arriva gente. Volti nuovi, volti conosciuti.

Insieme a tutte quelle facce ne distinguo una in particolare. Purtroppo per la mia integrità sentimentale la conosco, non così bene da ricordarne il compleanno ma la conosco.

Appena noto questo viso in mezzo alla folla, la isolo dagli altri con la mente. Ormai vedo solo lei.

Alta poco più di un metro e sessanta. Capelli color sterco di maiale, acconciati in pettinatura ondeggiante che mi ricorda qualcosa. Le studio meglio la chioma (che mi piacerebbe definire folta ma purtroppo non posso poichè sono tutt'altro che voluminosi i suoi capelli) per arrivare alla somiglianza quasi fotografica con i capelli di mia nonna (che, ricordo, non è quella che sovente si può definire normale poichè attraversata ancora da vitalità... No intendo quella con l'Alzheimer, con triplici dentiere e capelli di numero probabilmente inferiore al 70). Il viso è struccato e pulito, il colorito è scuro, come gli schiavi dei tempi passati, obbligati a stare sotto il sole poichè la loro vita era il lavoro.

Occhi del color quasi incredibilmente identico a quello della chioma.

Il corpo è da segnalare come perlume di beltà nazionale essendo marcato da seni prosperosi e molli decorati con bianche smagliature che le si frastagliano quasi dal collo per addentrarsi in luoghi dove nemmeno Dio vorrebbe metter occhio. La vita è quasi inesistente poichè il suo ventre permane più o meno delle stesse dimensioni del suo bel culone da prostituta di basso, bassissimo borgo.

Le cambe sono lunghe più o meno come un mio braccio e non immagino quanti disegni bianchi simili a quelli che si bifocano sul seno ci siano su quelle cosce. Un pò di buon senso lo ha ereditato coprendosi sempre con pantaloni quelle grandi gambone.

 

Ma torniamo al sogno, ricordo di essermi avvicinata con aria allegra a lei e di avergli stretto la mano mentre lei mi rispondeva al saluto con un sorrisetto sornione di quelli che avrei voluto cucirle in faccia perchè rispecchiavano perfettamente la sua indole di falsa donnetta dai facili costumi.

Appena dopo questo pensiero, la mia testa venne penetrata da un immagine direi molto più sublime e piacevole.

La figura (non mi azzardo a chiamarla donna potrei offendere il genere femminile) che si ergeva davanti a me cominciava ad ingrandirsi, e non ad ingrandirsi stile gozzilla. Intendo proprio ad ingrassare, ingrassare e ingrassare. diventando come un enorme palla di plastica galleggiante che rimbalzando fra i mobili, incoerente della gravità si va infine a bloccare fra la porta che dal soggiorno porta al bagno e alla cucina.

 

Io sono esterefatta comincio a ridere come un' idiota e rotolarmi per terra sul pavimento genovese di casa mia. Guardando bene quella palla di grasso mi riprendo dalle mie dolci risate. La gonna che portava ormai si era quasi del tutto strappata ma per mia fortuna quel ce c'era sotto ancora no. I pantaloni neri erano piuttosto elastici e riuscirono bene a fasciarla, come l'intestino di un maiale fascia una salsiccia pronta per esser gustata. Il resto quasi è innominabile. Il seno è diventato quasi troppo grosso per essere visto tutto insieme e ribolle come fosse mosso dall'interno da maree di grasso che ondeggiano e ondeggiano all'infinito.

Il viso è quasi più piacevole da vedere di ciò che prima appariva.

E, fidatevi, non per la bellezza in esso racchiuso ma per il divertimento malsano che si prova nel vedere un pallone che sta per esplodere.

I bianchi disegni sul seno hanno cominciato ad allungarsi ed estendersi lungo sentieri che normalmente una smagliatura non percorrerebbe. Le guance così grasse che il termine paffuto susciterebbe un sentimento di incompletezza. Anche perchè, si sa, generalmente questa parola è quasi tenera da rivolgere magari ad un bambino in fasce che, appena nato, tende ad essere piacevolmente grassottello e quasi morbido al tatto, come un soffice e piacevole cuscino su cui affondare.

Una delle poche cose che non volevo fare, fidatevi del mio racconto, era appoggiarmi o anche solo toccare quelle onde malsane.

Fine prima parte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: DarkTinebra alle ore 10/09/2007 13:36 | link | commenti
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Una sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere. E' squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più?

 

postato da: DarkTinebra alle ore 10/09/2007 12:42 | link | commenti
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Una sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere. E' squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più?

 

postato da: DarkTinebra alle ore 10/09/2007 12:39 | link | commenti
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23/08/2007

In splinder non ho mai capito i numerini vicino al nome del blog. So che sono commenti e post ma non so in che ordine visto che non c'è scritto nella tabella.

 

_________________...._________________....________________

 

 

Un anno è passato così veloce che quasi mi spaventa.

 

Un anno dove sono cambiate tante cose. Molte in meglio altre in peggio.

 

Non so da dove sia uscita la mia voglia di vivere. Probabilmente è gia da molto che è nata, ma ancora non era sbocciata rivelandosi apertamente nel mio cuore.

Non so cosa mi riserverà il futuro. Non so nemmeno cosa mi riserverà il domani.

Se dicessi di non aver paura mentirei.

Se dicessi di non aspettarmi in un qualche modo il peggio mentirei.

 

Il mio bicchiere rimane mezzo vuoto ma la mia anima è piena di sentimenti. Che sia odio o amore o tristezza o felicità non importa.

L'importante è che non mi sento più mezza vuota come un bicchiere... Ho imparato a vivere e non credo sia merito di nessuno.

Solo di me stessa.

 

postato da: DarkTinebra alle ore 23/08/2007 21:18 | link | commenti (2)
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25/07/2007

Unicamente tua.

 

La luce dell'alba è troppo forte da sopportare.

Mi rinchiudo in me stessa, ascoltando musica troppo forte per poterla capire.

"Quelli erano violini?"

 

Unicamente Mia.

Rimango sempre la stessa.

 

 

Inutile Valery.

"Mi sento frustrato oggi..." dice il gatto a nove code.

 

 

I mesi passano, il tempo scorre. L'estate scivola via fra un bagno e l'altro.

 

Ed eccomi...

 

E' così bello qui. Quando la serenità svanisce di nuovo. Sentirsi bene nel dolore.

 

 

Sotto casa ho un giardino, ha tanti fiori. Tante belle piante che crescono rigogliose e brillanti. Sono tutte bellissime, baciate da una rugiada sottile.

Ma ognuna di quelle piante, lo puoi vedere subito: vuole scappare. Sono tutte tragicamente vanitose, quelle belle piante. Hanno tutte bisogno di essere percepite come le più belle piante mai viste.

Chiedono solo questo.

"Che fiore meraviglioso! Mai ne vidi uno più bello!" direbbe il visitatore camminando per il giardino se uno di quei fiori potesse essere messo solo un pò più in risalto fra gli altri.

E invece sono tutti stipati, tutti vicini a formare aiuole maestose e brillanti, colorate e profumate. Una bellissima visione. Meravigliosa...

Ma ogni fiore vuole attirare l'attenzione solo e unicamente su se stesso. E per questo i fiori nella loro bellezza permangono tristi. Rimangono intrappolati. Vorrebberò fuggire ma non possono e quindi si impegnano fino alla morte per profumare un pò di più, avere colori un pò più profondi e rendersi ancora un pò più setosi...

Alcuni però, sono riusciti a scappare! E si... Hanno fatto l'impossibile! Come può un fiore camminare per le strade. Impossibile!

Eppure pochi metri più in la... Attraversando la strada e salendo solo poche rampe di quella vecchia scala di pietra, si trova un nuovo giardino. é molto grande ma in esso solo un fiore trionfa!

Quando passerai di li, sono sicura, non potrai che commentare quella pianta. Acclamandola.

Quando passerai di li vedrai il fiore più bello che tu abbia mai visto.

I tuoi occhi vedranno un fusto verde e liscio, perfetto e saldo; foglie grandi e sane; e un fiore... Oh un fiore che nemmeno puoi immaginare.

I suoi petali sono del colore del mare, pare quasi acqua quel tessuto, così liscio e tenue da spezzar fiato. Corolla meravigliosa, e non un insetto prova ad entrarvi. Il polline è giallo, giallo color del sole. Quasi pare una stella se guardato. Non avere paura di accecarti, esso è profumato, profumato come gli angeli.

Ma... Ma quanta rugiada ha tutto intorno a se questo fiore... Quante fragili gocce di rugiada lo ricoprono!

La troverai ad ogni ora del giorno... la rugiada. Sempre su quel fiore, continua a nascere sempre... 

Quando la vedrai non chiederti come possa ancora esistere la rugiada sotto il sole del meriggio... Non chiederti come possa rigenerarsi sempre, sotto ogni tempo...

Essa, sai... non è vera rugiada.

Essa è dolore. Distruzione... Come le chiami tu? Ah Lacrime.

Si le lacrime.

Quelle sono lacrime. Ora, ti chiederai perchè mai un fiore che ha trovato il suo desiderio più grande, quello di essere il fiore più bello del giardino, possa piangere e disperarsi...

La risposta la troveresti subito se sapessi guardarti attorno...

non vedi cosa c'è intorno al bel fiore?

Ah, dici niente? Ebbene è così. Niente.

Intorno al fiore non c'è niente, o per meglio dire, non c'è nessuno.

Si è il fiore più bello del giardino... il fiore più bello mai visto... ma è solo... solo e disperato perchè la felicità non si trova esclusivamente nel migliorare se stessi...

Solitudine. Sarebbe bello riuscire a vivere così. In un giardino deserto e illuminarsi per i complimenti degli inutili passanti... Sarebbe bello distaccarsi da ogni cosa che possa creare un legame e in qualche modo, una gabbia, per volare liberi e raggiungere tutto...

Ma non è così...

La solitudine è la punizione peggiore. Per tutti coloro che oltre a se stessi non riescono a vedere niente...

postato da: DarkTinebra alle ore 25/07/2007 18:11 | link | commenti
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15/04/2007

 

 

Paura.

 

Perchè non posso godermi quelle piccole gioie. Godere di un fiore, un bacio, una giornata... Senza ottenebrare la mia mente contorta con la paura più folle?

 

                          ...Aiuto...

 

 

 

 

 

 

postato da: DarkTinebra alle ore 15/04/2007 17:44 | link | commenti (3)
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31/03/2007

 

 

 

 

    >>> IO NONOSTANTE TUTTO MIAGOLO ANCORA <<<

postato da: DarkTinebra alle ore 31/03/2007 21:07 | link | commenti (2)
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21/03/2007

Lentamente, si prosegue. Guardando verso altri orizzonti dove, incredibilmente, il sole splende alla stessa maniera. Cremisi, poi via via più scuro... Fino a sparire e lasciare sola la notte.

 

Un segno del destino?

Il tempismo a volte è allucinante.

postato da: DarkTinebra alle ore 21/03/2007 17:20 | link | commenti
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19/03/2007

 

 

 

Vale! Occhio ti vedo!

 

 

 

postato da: DarkTinebra alle ore 19/03/2007 16:40 | link | commenti
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12/03/2007

Parigi.

 

Sto per andare a parigi di Malavoglia. Sicuramente mi divertirò un sacco e vedrò la bellissima e romanticissima Parigi... ma mi manca gia la mia città. La mia cara Genova. Mi manca gia la Lellosa ç_ç Bho... Non so ma in sto periodo ho bisogno di relax. Mi divertirò a parigi ma mi stresserò un casino immagino. Poi non sto ancora molto bene. Dopo la febbre di sabato e venerdi.

Gia abbiamo degli orari infernali. Immagino che ci scarrozzeranno ovunque e non avremo un momento di pausa manco a pagarlo ç_ç

 

Appena arriviamo ci lasciano due secondi per mettere i bagagli in camera e poi andiamo diretti a Versaille. Dopo 12 ore di viaggio °_° aaaaah che morte. Però Versaille *_* Le stanze di Maria antonietta, la stanza degli specchi. Ah... Farò così tante foto che impazzirò!

Spero che mi passi subito questa malinconia che gia mi prende... Senza nemmeno essere ancora partita... Sono depressaaa ç_ç

Mi viene in mente quando sono andata in Corsica che volevo fare di tutto tranne che partire. La situazione è un pò diversa ora come ora... ma comunque mi prende male...

Questa francia... Speriamo che mi porti fortuna come mi ha portato l'ultima volta.

 

Nel frangente Alfre... niente di nuovo. Oggi a scuola abbiamo parlato un po nei bagni. Niente di che ma mi pare strano. I primi tempi era molto diverso. Alla fine lo capisco anche che è normale. Ma non so. mi inquieta sta cosa.

 

Per il resto fra un pò è il compleanno della Valle. E di luca (che devo ricordarmi, è il 18!). Quello della Valle se non sbaglio è il 20 ma non ne sono sicura O_o

Che palle i compleanni, non me li ricordo mai e mi prende male se li dimentico.

Vabbè.

Vi auguro a tutti una buona settimana senza di me ç_ç

Io spero di divertirmi e spenserieggiare.

 

 

postato da: DarkTinebra alle ore 12/03/2007 18:17 | link | commenti
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03/03/2007

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Andando avanti...

Andando avanti si impara che le cose hanno una fine. Anche le cose più belle e importanti della tua vita, possono finire come sono cominciate. Con un sorriso e un ciao che sottointende un addio.

Io voglio smetterla di stare male. Smetterla di pensare a te almeno 5 volte al giorno. Vorrei che sparissi dalla mia mente, dalla mia vita, dal mio cuore.

Per fare questo di cosa ho bisogno? Di coraggio e di rassegnazione probabilmente.

Vorrei smettere di scrivere qui, parlando solo di te.
Vorrei smettere di esaminare ogni angolo di genova sperando di vederti.
Vorrei smettere di guardare msn e sperare di scoprirti connesso.
Vorrei smettere di avere il terrore di vederti baciare la Marta.
Vorrei smettere di avere la voglia di telefonarti.
Vorrei smettere di gurdare quella foto costantemente appesa al muro di camera mia.

Ma non ci riesco... perchè per quanto stia bene... per quanto comincio a distaccarmi io so che potrebbe non finire. E ricominciare da capo... Con propositi nuovi e mente almeno un pochino più matura, almeno da parte mia. Probabilmente è normale... probabilmente tutte le persone che sono state lasciate pensano la stessa identica cosa... Ma perchè è finita? Io stavo bene con te.

Però io ho i miei motivi. Ho i miei fottuti motivi che mi spingono a pensare che tu vorresti continuare ma hai paura di soffrire...

E questo mi fa incazzare perchè credevo d'esser più importante della paura. Di portare con me momenti felici e tranquillità e non angoscia...

Ma evidentemente non era così e guardandomi provavi più che amore, terrore.

Ed oggi.. ti faccio gli auguri... Buon mesiversario amore... Il 3 febbraio è stato il giorno più brutto della mia vita.

Ma forse a te ti salvò...

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postato da: DarkTinebra alle ore 03/03/2007 12:47 | link | commenti (4)
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24/02/2007

Attraversando una porta, mi sento sola.
Portando alle labbra una sigaretta gia accesa rido... Pensando alle mie Lucky Strike.

Spazzolo i capelli con violenza... Ricordandomi il giorno in cui li tinsi e la mia disperazione e dannazione nel cercare di cambiare faccia, di cambiare tutto di me...

Porto l'ombretto agli occhi truccandoli... Mi sento bella e non so perchè...
Ora che tu non mi ami più mi sento così bella da far male.

Mi sento bella e intoccabile. Inconquistabile. Non avevo mai provato questo. E non so se averne paura...

Cammino per strada con fierezza. Falcio il terreno con lunghi passi. Non mi importa di quella gonna troppo corta e delle calze troppo strappate.

Mi sento bella. E riesco a guardarmi allo specchio con un sorriso.
Ho perso un pò di quella insicurezza. Ora non mi importa di niente se non di me stessa e delle persone, poche persone, che sono contate sempre qualcosa per me.

Io sono importante e Bella.

Non è vanità... E' sicurezza e verità. Mi sento bene con il mio corpo... Non ho paura di mostrarmi e di cercare di conquistare qualcuno che ancora non so.

Mi sento meglio. Come se l'ultimo periodo mi avesse distrutto i vecchi problemi... creandone di nuovi, certo... Ma abbandonando quelle spine che mi trapanavano gli organi da ormai tantissimi anni.

Accendo una nuova sigaretta... Ridendo forte...
postato da: DarkTinebra alle ore 24/02/2007 21:22 | link | commenti (2)
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20/02/2007

E così imparai ad odiarti.

Agoniando di sentire i miei denti dentro la tua pelle. Le mie dita lungo le tue vene, strapparle a colpi secchi.

Io ti odio amandoti.

Dolce e delicato rosso sangue, sparso con artistica casualità lungo le bare del mio cuore.
Io ti amo.

Mi hai scopato così spesso fino a stancarti del mio respiro affannoso... Sbattendomi a destra e manca, regalandomi vita e morte.

Ti sei portato via una parte di me. Quella che tutti chiamano verginità... Io chiamo innocenza.

Ti sei portato via l'ultimo frammento di bambina che mi piaceva tanto.

Ti sei portato via il mio stile rendendomi sempre più svogliatamente oscena.

Cosa mi hai regalato in cambio?
La tua innocenza... Te l'ho portata via io come tu hai portato via la mia... Insieme sono a trotterellare felici in campi di fiori. Cosa che tu ed io non potremo mai più fare.
Mi hai regalato rose. Ora secche e morte.

Ricordi... Ricordi che maledico.
Mi hai regalato così poche attenzioni che quasi non potrei scriverci due righe.
Ma la cosa più importante che tu m'abbia mai donato, la cosa più grande ed estrema... Sono le lacrime di una donna innamorata. Abbandonata per futili motivi. Abbandonata, alla fine, perchè ti sei rotto il cazzo di me. Mi hai donato la disperazione più folle. La tristezza ed il disagio più grande.

Mi hai donato la sofferenza. Insegnandomi, involontariamente, ad odiare ciò che si amava. Mi hai insegnato la gelosia. La fottuta gelosia negli occhi di quella sgualdrina che tanto ride alle mie spalle. E' felice...

Mentre ti succhia il collo è sicuramente felice.

Alfre, con tutto il cuore... Ti auguro di stancarti anche di lei e di ritornare da me convinto di trovarmi chinata come un cane per riprovare le stesse sensazioni con te. Te lo auguro davvero...

Così capiresti che invece di un cane troveresti un lupo.
Non striscerò più per te, scordatelo.

Se vorrai amarmi nuovamente dovrai dimostrarmi davvero tutto quello che un tempo mi dicevi con facilità innata. Tutto quello che dicevi di provare per me... Quell'enorme amore che inneggiavi ai 4 venti.
Grazie Alfre.

Sei stato dolcemente comprensivo con me.

Così comprensivo da sbattermi subito dopo avermi lasciata. Incurante, probabilmente, del fatto che io ero troppo debole per dirti no. Troppo innamorata e illusa.

Grazie di tutto... Davvero, grazie...
postato da: DarkTinebra alle ore 20/02/2007 21:14 | link | commenti (2)
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Ed è tutto finito.

Dopo mesi e mesi di amore e di comprensione termina tutto come nel vortice ti un cesso.
Tutto ciò che rimane è un vago e accennato sentimento distruttivo.

Non guardarmi come se fossi la persona che meno ti interessa guardare. So che non è così.

Non guardarmi con odio. Quello dovrei farlo io.

Mi chiamavi Dolce Fragile Valery. Ora chi mi ha reso fragile davvero? Anzi! Chi mi ha rotto in duemila pezzi? Se te ne fottesse davvero qualcosa di me mi ascolteresti. Capiresti.

Ma forse non mi hai mai capito. Forse non hai mai voluto capire. Forse ti spaventavo. Forse ti amavo troppo per vedere quella paura nei tuoi occhi.

Dimmi come hai fatto a stancarti di me? Giorno dopo giorno... parole in meno, sguardi in meno... Baci in meno.

Ti sei stancato di me. Come la candela si consuma e infine muore, così tu mi hai visto.

"Ultimamente eri cambiato ma non nel dirmi ti amo"

Fanculo. Fanculo alle tue prese per il culo. Sono cambiata grazie a te ma non voglio poter crescere senza di te. Non voglio che ciò che ho capito possa sfruttarlo con qualcun'altro. Non voglio che finisca tutto così.

Smettila di guardarmi così...

Renditi conto di quante cazzate hai detto. Dopo che ti ho spiegato (come dici tu) 200000 di volte ciò che mi è successo, le tue motivazioni non reggono più. Allora prendi il coraggio e dimmi con coscenza la verità.

Ti odio e ti amo... E purtroppo ti amo di più.
postato da: DarkTinebra alle ore 20/02/2007 07:33 | link | commenti (2)
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28/01/2007




>> Il cervello dell'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile <<



postato da: DarkTinebra alle ore 28/01/2007 21:59 | link | commenti (1)
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18/01/2007







Da quale parte del mio corpo sia tutto cominciato non so. Magari dal petto, da una mano o da un ginocchio. Oppure direttamente dal cuore fino in cima, fino agli occhi e ciò che di più importante ho.

Lentamente tutto il mio corpo ha subito questa variazione. Che sia malattia o meno, lo ignoro.

Probabilmente mentre mi invadeva il mio specchio rifletteva qualcosa di irreale e tuttora io mi vedo normale, come un essere umano con chili di troppo sui fianchi, labbra accentuate e occhi verdi.
Non so come in realtà mi percepiscano gli altri. Magari come una presenza fantasmagorica o un alone biancognolo.

Quello che so è che sono diventata invisibile. Magari le mie cellule sono impazzite rendendosi plasticose o vischiose come la cera calda.

E alla domanda che mi sono sempre posta, almeno per alcune persone, ho dato finalmente risposta.

Il changerait quelque chose si je disparaissais ?
No
postato da: DarkTinebra alle ore 18/01/2007 19:28 | link | commenti (6)
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17/01/2007

Semplice è la verità per chi la conosce.
Semplici sono le bugie per chi le ascolta.

Dimmi, Amore, passi le serate più buie tessendo nuove trame da regalarmi come gioielli preziosi?
Non ti importa che quel diamante sia in realtà vetro?

Non mentire.
postato da: DarkTinebra alle ore 17/01/2007 22:48 | link | commenti
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05/01/2007

Quanto tempo sto perdendo, beandomi fra vane sciocchezze, vane speranze che mi rendono cieca e sorda? Quanti giorni dovranno passare prima di rendermi conto che sta davvero tutto finendo?

Le note che suono ormai non hanno più senso.

Il mio cuore sta marcendo? O è il mio corpo che è stanco, stanco di chissa cosa? Oddio... Non mi rendo nemmeno più conto di cosa voglio essere. Cosa voglio diventare. Sto lasciando tutto scorrere preoccupandomi di niente.

Gridando per essere ascoltata quando nessuno può sentirmi. Mi sento stupida a sperare. Mentre tutto cambia e io sono qui, impotente di fronte al mondo che gira e tu che giri con esso.

Ho seppellito il mio cuore, tempo fa. Era chiuso in bara d'acero sotto metri di terra accuratamente sistemata per non esser notata. Nessuna lapide ne nome alcuno sopra la tomba del mio cuore. Nessun addio o data per ritrovarne il tempo, sopra il cumulo del mio più innocente sentimento. Eppure un giorno casuale, un giorno stupido e banale qualcuno ha trovato quel cuore nascosto. Ha annaspato fra il fango e ritrovato quel cuore che poi fra le mie costole è stato piantato insieme a semi d'amore. Non so con quale chiave lui abbia aperto quella bara. Non so se abbia usato la violenza per impossessarsene. Se con così tanta passione aveva bramato quel mio muscolo inutile e anziano. Quel che ora conosco è però il suo battito. Il battito che mi scuote le membra e mi rende umana. Per quanto io creda di non esserlo mai stata.

Ho suonato il pianoforte per te anche oggi. Ma non mi hai udito o hai preferito non udire.

E ora? Gesù, e ora? Cosa accade nel mio petto. Cosa accade nel mio corpo che così vitale appare? Il mio cuore si sta consumando? Lo hai forse consumato tu? Me lo regalasti, quel giorno, solo per trovare casa accogliente nelle mie carni per il tuo cibo sacro? I tuoi denti apprezzano con avara bramosia quel mio amore. I tuoi canini dilaniano il mio petto per succhiarne la vita e la dolcezza che io, giuro, ti darei ugualmente.

Eppure sta cambiando tutto. Tu stai cambiando eppure sembra non importarti nulla. Guardami mentre piango e chiediti se ciò che fai e non fai sia davvero interamente per me.

Ah amore... Quando ti conobbi fra le pagine di libri d'avventure e poesie maledette pensai a te come ad una luce soave e irridescente che avvolgendomi, poteva trasportarmi in un nuovo e perfetto mondo. Mi facesti credere nella tua perfezione più divina. Amore, mi facesti creder d'essere l'unico gioiello prezioso che nel mondo si potesse mai desiderare di avere. E in quei libri tu venni dipinto come l'arcangelo più bello. L'unico vero dono.

Eppure la realtà mi è crollata addosso come una frana di disperazione. Lacrime mi invadono ed è tutta colpa tua, amore. Perchè tu non porti perfezione. Non porti felicità e delicatezza. Porti con te la violenza. Una passione masochista che sbrana le mie viscere costringendomi a ballare in un vortice di sentimenti.
Amore, Odio, Gelosia, Tradimento, Paura, Solitudine...

E ora sono invasa da miriade di domande. Sono io che chiedo troppo al tuo amore? Sono io che sbaglio nel credere di doverti ogni piccola parte di me stessa? Sono io che ti soffoco e ti costringo ad abbandonarmi?

Amore, Nei libri ti descrivono come ciò che noi tutti salva. Nei libri fai accadere cose meravigliose. Nella disperazione, fai accadere cose così sublimi. In ogni situazione, in qualunque dei finali che scrivono tu impervi. Sia nella tragedia che nel lieto fine. Tu invadi le storie per renderle magiche...

Cosa stai portando a me? Non mi porti alcun finale... insieme.
Mi stai convincendo che amare è molto peggio che non amare. Mi stai convincendo che tutto questo è inutile. Le notti insonni, I giorni a sospirare. Stronzate. Tu mi stai obbligando, con le tue mani tenere e passionali a lasciarti.

E io non so che fare.
Perchè vivere senza di te sarebbe un inferno...

Come è un inferno vivere insieme a te...
postato da: DarkTinebra alle ore 05/01/2007 16:43 | link | commenti (2)
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