Tempio di statue spezzate che osservano il tempo, immobili, immutabili, sospese fra vita e morte. Luogo di vita, di caos e di fioca luce, dove la mente si incrina all'oscuro visto attraverso iridi pallide di mortali.
Per la gente a cui è saltato il template di cui tenevo io i collegamenti:
Io sono riuscita a ripristinare alcune immagini (le altre ancora non ci ho provato).
Ho semplicemente tolto e rimesso nello stesso punto il link delle immagini. Ogni immagine non ha cambiato link e anche per questo non capisco come mai in questo modo funzioni, sta di fatto che io per rimettere sfondo nero e immagine frontale e alcuni particolari in about ho fatto così.
Ora vado che devo andare a scuola.
ALTERVISTA DI MERDA!
Il mio blog è andato a puttane perchè altervista ci sclera e cancella le cose... -.- allora si fotta cazzo di sistema di merda...
Il mio peccato non è l'ira.
Quando si guarda il proprio innamorato dormire teneramente in bianche lenzuola non si può pensare ad altro che alla dolcezza che dovrebbe penetrarti, squartarti e invaderti, atomo per atomo, cellula per cellula... E invece, io guardandolo dormire sereno, a pochi passi da me io non provo che risentimento per oggi.
Il quadro non è chiaro e se dovessi parlarne non saprei che parole usare.
Eppure oggi non mi preoccupo di niente. Non mi preoccupo di distrurbarlo mentre con aggressività batto le dita sulla tastiera, non mi preoccupo di sbattere la porta o di camminare troppo rumorosamente per la stanza con le sue enormi pantofole.
Oh si dimena sotto le bigie lenzuola. L'ho svegliato! Che amaro sentimento.
Non mi indigno. So quello che vuole nel rigirarsi sul materasso. Non gli concedo un rallentare nei battiti sulla tastiera. Non gli concedo un silenzio rilassante dove pensare a chissò quali cose... Sognare in chissà quali mondi.
Io questa notte ho sognato abbastanza. Questa notte ho riso abbastanza.
Volet che vi racconti il mio sogno? Spero di ricordarlo bene, per descriverne gli immensi piaceri che ho provato.
In casa mia, esiste un grande soggiorno, attraversato da due divani e un legnoso tavolo da pranzo con alte sedie quasi regali, e libri sparsi in librerie che ne delimitano i muri. Io ero ferma, in questa stanza, seduta placidamente su un divano a fare nemmeno mi ricordo cosa.
D'improvviso arriva gente. Volti nuovi, volti conosciuti.
Insieme a tutte quelle facce ne distinguo una in particolare. Purtroppo per la mia integrità sentimentale la conosco, non così bene da ricordarne il compleanno ma la conosco.
Appena noto questo viso in mezzo alla folla, la isolo dagli altri con la mente. Ormai vedo solo lei.
Alta poco più di un metro e sessanta. Capelli color sterco di maiale, acconciati in pettinatura ondeggiante che mi ricorda qualcosa. Le studio meglio la chioma (che mi piacerebbe definire folta ma purtroppo non posso poichè sono tutt'altro che voluminosi i suoi capelli) per arrivare alla somiglianza quasi fotografica con i capelli di mia nonna (che, ricordo, non è quella che sovente si può definire normale poichè attraversata ancora da vitalità... No intendo quella con l'Alzheimer, con triplici dentiere e capelli di numero probabilmente inferiore al 70). Il viso è struccato e pulito, il colorito è scuro, come gli schiavi dei tempi passati, obbligati a stare sotto il sole poichè la loro vita era il lavoro.
Occhi del color quasi incredibilmente identico a quello della chioma.
Il corpo è da segnalare come perlume di beltà nazionale essendo marcato da seni prosperosi e molli decorati con bianche smagliature che le si frastagliano quasi dal collo per addentrarsi in luoghi dove nemmeno Dio vorrebbe metter occhio. La vita è quasi inesistente poichè il suo ventre permane più o meno delle stesse dimensioni del suo bel culone da prostituta di basso, bassissimo borgo.
Le cambe sono lunghe più o meno come un mio braccio e non immagino quanti disegni bianchi simili a quelli che si bifocano sul seno ci siano su quelle cosce. Un pò di buon senso lo ha ereditato coprendosi sempre con pantaloni quelle grandi gambone.
Ma torniamo al sogno, ricordo di essermi avvicinata con aria allegra a lei e di avergli stretto la mano mentre lei mi rispondeva al saluto con un sorrisetto sornione di quelli che avrei voluto cucirle in faccia perchè rispecchiavano perfettamente la sua indole di falsa donnetta dai facili costumi.
Appena dopo questo pensiero, la mia testa venne penetrata da un immagine direi molto più sublime e piacevole.
La figura (non mi azzardo a chiamarla donna potrei offendere il genere femminile) che si ergeva davanti a me cominciava ad ingrandirsi, e non ad ingrandirsi stile gozzilla. Intendo proprio ad ingrassare, ingrassare e ingrassare. diventando come un enorme palla di plastica galleggiante che rimbalzando fra i mobili, incoerente della gravità si va infine a bloccare fra la porta che dal soggiorno porta al bagno e alla cucina.
Io sono esterefatta comincio a ridere come un' idiota e rotolarmi per terra sul pavimento genovese di casa mia. Guardando bene quella palla di grasso mi riprendo dalle mie dolci risate. La gonna che portava ormai si era quasi del tutto strappata ma per mia fortuna quel ce c'era sotto ancora no. I pantaloni neri erano piuttosto elastici e riuscirono bene a fasciarla, come l'intestino di un maiale fascia una salsiccia pronta per esser gustata. Il resto quasi è innominabile. Il seno è diventato quasi troppo grosso per essere visto tutto insieme e ribolle come fosse mosso dall'interno da maree di grasso che ondeggiano e ondeggiano all'infinito.
Il viso è quasi più piacevole da vedere di ciò che prima appariva.
E, fidatevi, non per la bellezza in esso racchiuso ma per il divertimento malsano che si prova nel vedere un pallone che sta per esplodere.
I bianchi disegni sul seno hanno cominciato ad allungarsi ed estendersi lungo sentieri che normalmente una smagliatura non percorrerebbe. Le guance così grasse che il termine paffuto susciterebbe un sentimento di incompletezza. Anche perchè, si sa, generalmente questa parola è quasi tenera da rivolgere magari ad un bambino in fasce che, appena nato, tende ad essere piacevolmente grassottello e quasi morbido al tatto, come un soffice e piacevole cuscino su cui affondare.
Una delle poche cose che non volevo fare, fidatevi del mio racconto, era appoggiarmi o anche solo toccare quelle onde malsane.

Fine prima parte
Una sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere. E' squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più?


In splinder non ho mai capito i numerini vicino al nome del blog. So che sono commenti e post ma non so in che ordine visto che non c'è scritto nella tabella.
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Un anno è passato così veloce che quasi mi spaventa.
Un anno dove sono cambiate tante cose. Molte in meglio altre in peggio.
Non so da dove sia uscita la mia voglia di vivere. Probabilmente è gia da molto che è nata, ma ancora non era sbocciata rivelandosi apertamente nel mio cuore.
Non so cosa mi riserverà il futuro. Non so nemmeno cosa mi riserverà il domani.
Se dicessi di non aver paura mentirei.
Se dicessi di non aspettarmi in un qualche modo il peggio mentirei.
Il mio bicchiere rimane mezzo vuoto ma la mia anima è piena di sentimenti. Che sia odio o amore o tristezza o felicità non importa.
L'importante è che non mi sento più mezza vuota come un bicchiere... Ho imparato a vivere e non credo sia merito di nessuno.
Solo di me stessa.
Unicamente tua.
La luce dell'alba è troppo forte da sopportare.
Mi rinchiudo in me stessa, ascoltando musica troppo forte per poterla capire.
"Quelli erano violini?"
Unicamente Mia.
Rimango sempre la stessa.
Inutile Valery.
"Mi sento frustrato oggi..." dice il gatto a nove code.
I mesi passano, il tempo scorre. L'estate scivola via fra un bagno e l'altro.
Ed eccomi...
E' così bello qui. Quando la serenità svanisce di nuovo. Sentirsi bene nel dolore.
Sotto casa ho un giardino, ha tanti fiori. Tante belle piante che crescono rigogliose e brillanti. Sono tutte bellissime, baciate da una rugiada sottile.
Ma ognuna di quelle piante, lo puoi vedere subito: vuole scappare. Sono tutte tragicamente vanitose, quelle belle piante. Hanno tutte bisogno di essere percepite come le più belle piante mai viste.
Chiedono solo questo.
"Che fiore meraviglioso! Mai ne vidi uno più bello!" direbbe il visitatore camminando per il giardino se uno di quei fiori potesse essere messo solo un pò più in risalto fra gli altri.
E invece sono tutti stipati, tutti vicini a formare aiuole maestose e brillanti, colorate e profumate. Una bellissima visione. Meravigliosa...
Ma ogni fiore vuole attirare l'attenzione solo e unicamente su se stesso. E per questo i fiori nella loro bellezza permangono tristi. Rimangono intrappolati. Vorrebberò fuggire ma non possono e quindi si impegnano fino alla morte per profumare un pò di più, avere colori un pò più profondi e rendersi ancora un pò più setosi...
Alcuni però, sono riusciti a scappare! E si... Hanno fatto l'impossibile! Come può un fiore camminare per le strade. Impossibile!
Eppure pochi metri più in la... Attraversando la strada e salendo solo poche rampe di quella vecchia scala di pietra, si trova un nuovo giardino. é molto grande ma in esso solo un fiore trionfa!
Quando passerai di li, sono sicura, non potrai che commentare quella pianta. Acclamandola.
Quando passerai di li vedrai il fiore più bello che tu abbia mai visto.
I tuoi occhi vedranno un fusto verde e liscio, perfetto e saldo; foglie grandi e sane; e un fiore... Oh un fiore che nemmeno puoi immaginare.
I suoi petali sono del colore del mare, pare quasi acqua quel tessuto, così liscio e tenue da spezzar fiato. Corolla meravigliosa, e non un insetto prova ad entrarvi. Il polline è giallo, giallo color del sole. Quasi pare una stella se guardato. Non avere paura di accecarti, esso è profumato, profumato come gli angeli.
Ma... Ma quanta rugiada ha tutto intorno a se questo fiore... Quante fragili gocce di rugiada lo ricoprono!
La troverai ad ogni ora del giorno... la rugiada. Sempre su quel fiore, continua a nascere sempre...
Quando la vedrai non chiederti come possa ancora esistere la rugiada sotto il sole del meriggio... Non chiederti come possa rigenerarsi sempre, sotto ogni tempo...
Essa, sai... non è vera rugiada.
Essa è dolore. Distruzione... Come le chiami tu? Ah Lacrime.
Si le lacrime.
Quelle sono lacrime. Ora, ti chiederai perchè mai un fiore che ha trovato il suo desiderio più grande, quello di essere il fiore più bello del giardino, possa piangere e disperarsi...
La risposta la troveresti subito se sapessi guardarti attorno...
non vedi cosa c'è intorno al bel fiore?
Ah, dici niente? Ebbene è così. Niente.
Intorno al fiore non c'è niente, o per meglio dire, non c'è nessuno.
Si è il fiore più bello del giardino... il fiore più bello mai visto... ma è solo... solo e disperato perchè la felicità non si trova esclusivamente nel migliorare se stessi...
Solitudine. Sarebbe bello riuscire a vivere così. In un giardino deserto e illuminarsi per i complimenti degli inutili passanti... Sarebbe bello distaccarsi da ogni cosa che possa creare un legame e in qualche modo, una gabbia, per volare liberi e raggiungere tutto...
Ma non è così...
La solitudine è la punizione peggiore. Per tutti coloro che oltre a se stessi non riescono a vedere niente...
Paura.
Perchè non posso godermi quelle piccole gioie. Godere di un fiore, un bacio, una giornata... Senza ottenebrare la mia mente contorta con la paura più folle?
...Aiuto...
Lentamente, si prosegue. Guardando verso altri orizzonti dove, incredibilmente, il sole splende alla stessa maniera. Cremisi, poi via via più scuro... Fino a sparire e lasciare sola la notte.
Un segno del destino?
Il tempismo a volte è allucinante.
Parigi.
Sto per andare a parigi di Malavoglia. Sicuramente mi divertirò un sacco e vedrò la bellissima e romanticissima Parigi... ma mi manca gia la mia città. La mia cara Genova. Mi manca gia la Lellosa ç_ç Bho... Non so ma in sto periodo ho bisogno di relax. Mi divertirò a parigi ma mi stresserò un casino immagino. Poi non sto ancora molto bene. Dopo la febbre di sabato e venerdi.
Gia abbiamo degli orari infernali. Immagino che ci scarrozzeranno ovunque e non avremo un momento di pausa manco a pagarlo ç_ç
Appena arriviamo ci lasciano due secondi per mettere i bagagli in camera e poi andiamo diretti a Versaille. Dopo 12 ore di viaggio °_° aaaaah che morte. Però Versaille *_* Le stanze di Maria antonietta, la stanza degli specchi. Ah... Farò così tante foto che impazzirò!
Spero che mi passi subito questa malinconia che gia mi prende... Senza nemmeno essere ancora partita... Sono depressaaa ç_ç
Mi viene in mente quando sono andata in Corsica che volevo fare di tutto tranne che partire. La situazione è un pò diversa ora come ora... ma comunque mi prende male...
Questa francia... Speriamo che mi porti fortuna come mi ha portato l'ultima volta.
Nel frangente Alfre... niente di nuovo. Oggi a scuola abbiamo parlato un po nei bagni. Niente di che ma mi pare strano. I primi tempi era molto diverso. Alla fine lo capisco anche che è normale. Ma non so. mi inquieta sta cosa.
Per il resto fra un pò è il compleanno della Valle. E di luca (che devo ricordarmi, è il 18!). Quello della Valle se non sbaglio è il 20 ma non ne sono sicura O_o
Che palle i compleanni, non me li ricordo mai e mi prende male se li dimentico.
Vabbè.
Vi auguro a tutti una buona settimana senza di me ç_ç
Io spero di divertirmi e spenserieggiare.